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venerdì 15 aprile 2011

Michele Cimino e Gianfranco Micciche': "ATTENTI A QUEI DUE"

 
Scritto da: L'Indolente
Michele Cimino ha di recente ricordato al presidente della Sicilia Lombardo una verità storica. Non è dato saper come questi ha preso la sfilza di domande e se risponderà o meno. Cimino non è nuovo a battaglie per la sua terra basate su cose serie. Tonnosalmonato ne sà qualcosa per averlo intervistato più volte. Di recente Cimino ed il suo Leader Miccichè hanno abbandonato il nido comodo del PDL ormai poco sicuro in quanto in piena "frana" e stanno spiccando il volo verso una avventura in salsa leghista nell'assolatu Sud Italia, la qualcosa è molto interessante. E' dura ma...Attenti a quei due...gli attributi abbondano!
L'uno cattolico moderato l'altro rivoluzionario libertario, il primo mediatore, il secondo centroavanti di sfondamento, quello cuce e l'altro strappa, uno a Palermo l'altro a Roma a battagliare per la Sicilia. Inseparabili dalla nascita di FI sembrano culo e camicia , pappa e ciccia, u lazzu e a strummula, si compensano e si completano vicendevolmente. Una coppia che sembra un solo uomo con il pallino dell'interesse esclusivo del territorio fissata di cambiare il corso degli eventi della realpolitik.Una coppia "dei fatti", una "doppietta  pericolosa" per chi si trova nella  loro traiettoria di interessi. non hanno paura di niente....sono in missione per conto del loro popolo. Ripeto: Attenti a quei due.

martedì 5 aprile 2011

Emendamento "Anti-Truffa" allo Statuto Siciliano



Michele Cimino, il vice coordinatore di FDS, deputato all'assemblea regionale siciliana è noto per essere un tecnico del "Bilancio" e un pò meno un legislatore. Sarà perchè adesso siamo all'opposizione o piuttosto perchè ha avuto modo nella sua esperienza di governo di conoscere a fondo le entrate tributarie, di recente ha fatto una proposta molto interessante che ha presentato in una conferenza stampa. In sintesi si tratta di una modifica dello statuto che che se apportata, cassando tre paroline, fà ritornare in Sicilia le imposte sulle produzioni che attualmente prendono le vie centralistiche del ministero del tesoro.Il buon Cimino quindi tra l'impegno per Lampedusa , sia sul fronte fiscale che su quello turistico e l'impegno nell'organizzazione del partito trova il tempo per mettere sotto sopra la politica in Sicilia inviando a tutte le amministrazione locali una mozione a sostegno dell'iniziativa dell'emendamento che elimina la truffa. Mi sorge un dubbio: ma se era al governo che avrebbe fatto? Chi volesse  seguire Cimino potrà farlo oltre che sul suo blog anche su Twitter, o sulla sua pagina Fan su FB . Iinfatti di recente si è inoltrato nei meandri del web 2.0 con un nuovo blog che utilizza, tra l'altro, per promuovere la sua terra e la cultura che ruota intorno alla sua Agrigento.Chiaramente tra il volare alto per il disegno di un domani migliore della Sicilia e lo schiacciare di fastidiosi pidocchi che appestano e distruggono il Paese.

mercoledì 23 marzo 2011

FDS e Cimino contro il Comma-truffa dello Statuto Siciliano

Se la Lega pensa all'armonizzazione della fiscalità che passi dal superamento della dissonanza tra quella delle regioni autonome (in riferimento ai giochi s'intende) da parte sua l'amministrazione dell'isola propone la sua idea di federalismo.
Michele Cimino, parlamentare regionale siciliano di Forza del Sud, ieri ha presentato un disegno di legge per chiedere per la ripartizione delle entrate tra lo Stato e la Regione l'applicazione della territorialità' dell'imposta che porterebbe nelle casse della Regione siciliana un gettito di miliardi di euro.
"Il disegno di legge che oggi presentiamo - si legge nella relazione di presentazione -vuole modificare l’art.36 dello Statuto speciale sostituendo il secondo comma vigente con il seguente “ sono però riservate allo Stato le entrate dei monopoli dei tabacchi e del lotto”; conseguente l’iniziativa oggi promossa mira ad escludere che continuino ad essere riservate allo Stato “le imposte di produzione”. Nel fare ciò si vuole ribadire il principio della territorialità del gettito tributario in virtù del quale si potrebbero determinare nuove e maggiori risorse da destinare allo sviluppo della regione siciliana".
"Nel far ciò - continua la relazione - si ritiene di voler condividere parte della filosofia sottesa al federalismo fiscale che, a sua volta, immagina che “dal sistema della finanza derivata, si passerà gradualmente all’autonomia impositiva ed al criterio dei costi standard: in luogo del finanziamento della spesa storica, che può consentire anche sprechi e inefficienze, si farà riferimento ai costi corrispondenti ad una media buona amministrazione Ci sarà dunque una autonomia di entrata e di spesa di Regioni ed Enti locali. I nuovi tributi garantiranno flessibilità, manovrabilità e territorialità; le amministrazioni più efficienti potranno così ridurre i propri tributi”.

venerdì 11 febbraio 2011

I WANT YOU : Campagna iscrizione a Forza del Sud

(Tratto da www.michelecimino.it)

Forza del SUD vuole te per il proprio esercito. Qualunque PC è una stazione di reclutamento. Nel box a destra trovi lo Zio Sam che ti condurrà , cliccandoci sopra, nel modulo per l'iscrizione online al nostro esercito.

No! non è un esercito convenzionale, le sue armi saranno  la partecipazione  ed il voto.

No! non è un esercito da fare accampare  nelle valli del Sud Italia in attesa di muovere alla conquista di altrui territori.

Come disse Euno lo Schiavo Ribelle siciliano "ogni uomo nato libero , libero deve morire" , lo disse molti secoli prima di Abramo Lincon, ed oggi gli uomini del Sud sono schiavi del modello di sviluppo del Nord.

No! l'esercito di Forza del Sud è un esercito di cittadini  traditi dai governati  succeduti dall'Unità d'Italia ad oggi ed indignati dalla inflitta minorità di 150 anni di storia coloniale.

Un esercito che è una forza : la Forza del Sud.

FDS intende caratterizzarsi quale “Partito territoriale traversale”, un Partito della “trasformazione”, che supera gli schemi tradizionali di impostazione ideologica e si qualifica altresì come “partito nazionale”.

FDS preso in atto del fallimento di gran parte della classe politica meridionale,  si impegna a porre le premesse per creare una “classe dirigente nuova” dando voce ai giovani, nella consapevolezza che la classe dirigente del futuro si “seleziona” con la formazione politica senza spazio ad invenzioni e a improvvisazioni.
per continuare a leggere clicca qui

sabato 29 gennaio 2011

Il SUD vuole un Partito!

Roma, 25 gen (Il Velino) – Se si andasse ora alle elezioni il 21 per cento degli italiani potrebbe prendere in considerazione il “Partito del Sud”, una percentuale che arriva al 38 per cento nelle regioni meridionali. E quasi la metà dei potenziali elettori proviene dal popolo degli indecisi e degli astenuti. Ma solo il 3 per cento si dice certo di votare per la nuova formazione politica. È quanto emerge dalla ricerca commissionata dai parlamentari di “Noi Sud” all’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo) sulle “Potenzialità di un partito del Sud”, presentata oggi dal Renato Mannheimer a Montecitorio insieme Vincenzo Scotti, Elio Belcastro, Arturo Iannaccone e Luciano Sardelli. Secondo il sondaggio dell’Ispo, le cui rilevazioni sono state fatte il 24 e 25 novembre scorso, la conoscenza del nuovo partito “Noi Sud” è ancora poco diffusa. Il suo nome lo conosce al momento solo il 34 per cento degli italiani.

domenica 7 marzo 2010

Finanziaria di riforme in Sicilia: Toh! qualcosa di Liberale e Solidale

In un quotidiano siciliano viene riportata la notizia in controtendenza rispetto alla vulgata tremontiana di un’innovativa azione politica sul fronte dell’Economia. Pare, dico pare, che il Vice-Presidente della Regione Siciliana con delega all’Economia guidi una sparuta pattuglia di innovatori e riformatori che alla fine vorrebbero caratterizzare come governo di riforme l’attuale Lombardo- ter.

Passa sotto tono , ma è la cosa principale, l’abolizione della tabella H, versione isolana della legge pro-peones” della serie: non c’è trippa per gatti, e quella poca che c’è verrà razionata ai commensali dell’anno passato. Più clamore invece la cura dimagrante per le società partecipate che subiranno riduzioni e tagli sul fronte degli emolumenti per i consigli di amministrazioni (massimo 60 mila euro l’anno lordi comprensivi anche dei benefits, e chi chiude in rosso per tre anni torna a casa). Sul fronte delle imprese viene introdotto, in modo riveduto e corretto, il tanto caro alla sinistra credito d’imposta con l’obiettivo di incentivare politiche di assunzione a tempo indeterminato (la cifra è pari a 333 € - cranio/mese ). E su questo fronte l’efficacia è correlata allo sparuto numero di imprese sane disposte ad assumere, con la crisi economica in atto.

Mentre la cosa che più di tutti inciderà sul fronte dell’Economia sarà il varo di una “legge obiettivo regionale sulle opere pubbliche” basata su un plafond di €100 milioni di Fondi Fas e che a mio sommesso avviso sta nascendo “un poco male”, dovendo l’elenco delle opere finanziate, passare al vaglio delle forche caudine del voto assembleare regionale. Ciononostante l’apertura dei cantieri che tale legge comporterà fa ben sperare alla ripresa del mondo delle costruzioni. La qualcosa ci toglierà l’incombenza di cantare il de-profundis di tutto il comparto edile siciliano.

mercoledì 4 giugno 2008

Sir Tremon Hood

Sir Giulio Tremonti, al rientro nei possedimenti governativi, dopo che per due anni erano stati utilizzati dai barbari e dagli approfittatori procurando ingiustizia e recando fame e miseria tra le genti, TOGLIE AI RICCHI PER DARE AI POVERI. Il film o la leggenda la conosciamo e sappiamo che la morale è che la giustizia trionfa, che il bene vince sul male, che l'amore prevale, sempre. Ora se per caso un petroliere si alza una mattina e con il dollaro che inquieta il costo del barile inizia a fare il furbetto, allora verrà il momento in cui prevarrà il giudizio delle coscenze. E’ arrivato. Non è etico speculare!. Tutto ciò è semplicemente liberale, così come è semplicemente liberale regolamentare il guadagno dei petrolieri e dei banchieri nel rispetto della libertà del Mercato. Quale? Quello globale possibilmente attrezzato alle pari opportunità dei produttori oltre che dei consumatori.
Tremon Hood sale in cattedra e dà lezioni all’EcoFin (copio dal Corriere della Sera) “Punta a dare un esempio anti-speculazione a una Europa alla ricerca di soluzioni contro l'inflazione e l'impoverimento”. E per l’occasione Tremont Hood “ e' apparso pronto a scontrarsi con le eventuali reazioni negative della Commissione europea di Bruxelles, che nel suo ruolo di controllore spesso tutela i grandi interessi economico-finanziari, piu' che sostenere le fasce meno abbienti e rilanciare l'Europa 'sociale e morale'” Ma per meglio chiarire a tutti quelli dell’Eurogruppo il senso dell’allegoria con l’eroe della favola specifica nel modo seguente: “. 'A volte gli sceriffi, come quello di Nottingham, subiscono anche loro una punizione dal re o dal popolo sovrano', ha sostenuto Tremonti aggiungendo che, se la Commissione e l'euroburocrazia intervenissero impropriamente, 'direi allo Sceriffo di Nottingham di andare a fare lo sceriffo da un' altra parte'. Tremonti ha definito 'cambiamento storico' l'Ecofin che ora si occupa di 'pane, burro e pollame'. Ha accusato la globalizzazione di aver impoverito milioni di europei. Ha piu' volte premesso di non voler essere assimilato ai 'no global', sostenitori della Tobin Tax, che proponeva una ridistribuzione piu' equa delle ricchezze tassando le transazioni finanziarie internazionali.”
Giulio lì era andato per prendersi la notifica che il cartellino giallo datogli due anni fa era rientrato e che la procedura d’infrazione per deficit eccessivo veniva archiviata. Il sindacato sulla Robin Tax, per bocca di Bonanni e limitatamente alla Cisl si dice favorevole. Figurarsi se per lui vedere soffrire i potenti veri, Petrolieri e Banchieri, non sia come un invito a nozze. L’ombra di Tremonti ovvero il ministro ombra del PD Bersani l’ha liquidata come una sparata demagogica, però intanto si chiede “come cacchio ho fatto a non pensarci io, cribbio il comunista pare Tremonti, questi qui partono dalle favole ma si fregheranno anche Max…vedrete..vedrete”

sabato 31 maggio 2008

Dopo 46 giorni dalle elezioni si può partire

MICCICHE': ABBASTANZA SODDISFATTO





Al via molto probabilmente il primo governo Lombardo. Ieri sono state assegnate le deleghe. Dopo che nel dibattito era intervenuto, qualche giorno fà, Miccichè invitando Lombardo a concludere le trattative con le singole componenti della sua maggioranza ed uscire dalle secche del tavolo della coalizione. Molti i delusi e gli scontenti. Non sarà un problema di poco conto ricucire gli strappi e scongiurare i fuochi d'aula, palesemente prevedibili, se non si riassorbiranno gli esclusi del PDL , dell'MPA e dell'UDC. Da parte sua sinora l'unico che si è espresso, il vice coordinatore di Forza Italia Gianfranco Miccichè, Sottosegretario alla Presidenza del C.d.M.. si reputa abbastanza soddisfatto. Non manca di mettere l'accento sulle cose che Lombardo si è impegnato a fare, come dire, nei primi cento giorni. In primis la riforma sulla semplificazione amministrativa. Chiodo della politica fattiva di Miccichè. Sui tre assessori in quota F.I. due , il Vice Presidente Buffardeci al turismo e l’On.Cimino al Bilancio sono molto vicini alle posizioni politiche di Miccichè il quale non a torto si può ben definire abbastanza soddisfatto. Cosa diversa era invece se anche Giulia Adamo avesse avuto attribuite responsabilità di Governo. In tal caso l’”abbastanza” lasciava il posto al “totalmente”. Vi è d'auspicare che la richiesta dell'On. Fallica a Lombardo, ovvero istituire l'assessorato baby alle Isole Minori venga accolta e ne venga data alla Adamo la responsabilità, anche in considerazione dell'esperienza ,come Presidente della Provincia di Trapani, e la conoscenza delle difficoltà degli arcipelaghi Isolani.


Di seguito una rassegna della notizia in rete, video e il pdf degli impegni programmatici.




Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha assegnato le deleghe ai 12 componenti della sua Giunta di governo. Al magistrato Massimo Russo va la delega alla Sanita'. A Giovanni Ilarda, altro componente tecnico, va l'assessorato alla Presidenza con delega per la riorganizzazione del personale e l'informatizzazione. Per il terzo tecnico, Giovanni La Via, si conferma invece l'assessorato all'Agricoltura.

Queste invece le deleghe ai componenti del PDL nell'esecutivo regionale: , Giambattista Bufardeci (Pdl) al Turismo, e già si era stato indicato,l'ex sindaco di Siracusa, anche per la vice presidenza , Michele Cimino (Pdl) al Bilancio, Francesco Scoma alla famiglia ed Enti Locali. "Sono abbastanza soddisfatto dell'assegnazione delle deleghe agli assessori regionali". Lo afferma in una nota Gianfranco Micciche', sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Vice Coordinatore nazionale di Forza Italia. Esprimo – sottolinea Micciche' – grande compiacimento per la volonta' espressa dal Presidente Lombardo di promuovere tra i primi provvedimenti del governo regionale proprio quelli relativi lla semplificazione burocratica di cui avevamo ampiamente discusso durante la campagna elettorale".

LINK AL VIDEO DELLE CONFERENZA STAMPA CONGIUNTA


LINK AL DOCUMENTO CONTENENTE I PUNTI PROGRAMMATICI








SICILIA: MICCICHE', ABBASTANZA SODDISFATTO DI DELEGHE, OK DDL =

(AGI) - Palermo, 30 mag. - "Sono abbastanza soddisfatto dell'assegnazione delle deleghe agli assessori regionali". Lo afferma Gianfranco Micciche', Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Vice Coordinatore nazionale di Forza Italia.

"Esprimo - sottolinea Micciche' - grande compiacimento per la volonta' espressa dal Presidente Lombardo di promuovere tra i primi provvedimenti del governo regionale proprio quelli relativi alla semplificazione burocratica di cui avevamo ampiamente discusso durante la campagna elettorale".(AGI)

Com/Sic

302220 MAG 08





SICILIA: MICCICHE' (PDL), BENE DDL SU SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA =



Palermo, 31 mag. - (Adnkronos) - "Esprimo grande compiacimento per la volonta' espressa dal presidente Lombardo di promuovere tra i primi provvedimenti del governo regionale proprio quelli relativi alla semplificazione burocratica di cui avevamo ampiamente discusso durante

la campagna elettorale". Lo afferma Gianfranco Micciche', sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e vice coordinatore nazionale di Forza Italia, che a proposito dell'assegnazione delle

deleghe ai dodici assessori della Giunta Lombardo, si dichiara "abbastanza soddisfatto.

(Loc/Gs/Adnkronos)

31-MAG-08 09:07






mercoledì 14 maggio 2008

La parte liberale a convegno

Un importante convegno è in programma per il 17 e 18 maggio prossimi a Montesilvano (PE), con inizio alle ore 10,00, presso l'Hotel Sea Lion promosso da Arturo Diaconale, Davide Giacalone e Marco Taradash, con la collaborazione di Abruzzo Liberale e Neolib. Sarà un'occasione di confronto per tutti i liberali italiani che si riconoscono nel nascente Popolo della Libertà
Intrvengono:
Arturo Diaconale, Davide Giacalone, Marco Taradash, Benedetto Della Vedova, Alfredo Biondi, Tiziana Parenti, Franco Debenedetti, Alessandro Cecchi Paone, Peppino Calderisi, Carmelo Palma, Emilia Rossi, Sofia Ventura, Alessio Di Carlo, Alberto Mingardi, Filippo Facci, Mauro Mellini, Barbara Mennitti, Donato Robilotta, Aristite Gunnella, Cristina Missiroli, Andrea Mancia, Pietro Paganini, Raimondo Cubeddu, Giordano Bruno Guerri, Ernesto Caccavale, Giuseppe Di Federico, Roberta Tatafiore, Leonardo Facco, Marco De Andreis, Biagio Crescenzo, Ninni De Santis

La segreteria organizzativa della Parte Liberale ha diffuso il programma del convegno previsto per sabato e domenica prossimi a Montesilvano:
I Giornata
ore 10,00: Registrazione partecipanti
ore 10,45: Inizio lavori - interventi di saluto
ore 11,30: Interventi programmati
ore 15,00: Inizio dibattito generale
ore 19,30: Conclusione lavori I giornata
II Giornata
ore 9,30: Inizio lavori II giornata: segue dibattito generale
ore 15,00: Interventi conclusivi
Nel corso della seconda giornata, nella ricorrenza del ventennale dalla morte, verrà ricordata la figura e l'azione politica di Enzo Tortora

martedì 6 maggio 2008

Mafiosi e Fascisti VsTerroristi e Comunisti


Fausto Carioti nel suo A Conservative Mind affronta con pacato realismo questa farsa del "volemose bene" di facciata che in atto contagia un pò tutti come fosse un'ebbrezza da vittoria c he prende anche i vinti. La conclusione del suo post ci vuole riportare con i piedi a terra. Noi saremo, alla fine della giostra poltronesca, i soliti "Mafiosi e Fascisti". E' vero, sarà così anche se non dovrebbe esserlo. Così come il duale è vero, Terroristi e Comunisti sono i trombati dell'arco costituzionale della cui esclusione masse intere hanno gioito, e Terroristi e Comunisti resteranno sempre!, sia ora che fanno i bravi per comodamente sedersi anche ad un tavolino concertativo, sia domani che agiteranno le acque e le masse con intenti destabilizzatori. Una stagione "Costituente", "Riformatrice", "Innovatrice", che a mbisce ad essere bipartisan non potrà avere inizio se non saranno definitivamente sepolte ataviche divisioni e contrapposizioni, buone solo a tenere alto l'indice di ascolto dei TG e dei soliti programmi. Siamo frenati nel progredire come società dagli stereotipi che i mass media ci hanno cucito addosso e della cui immagine si alimentano per continuare ad esistere con lo stesso share.

giovedì 17 aprile 2008

I Riformatori Liberali: "Lavoreremo per l'innovazione liberale"

Cari amici,
uno straordinario risultato elettorale riconsegna a Berlusconi e alla sua coalizione la responsabilità della guida del paese. Dall’esito inequivoco delle urne, che ha assicurato l’elezione di Benedetto Della Vedova e Peppino Calderisi, deriva un più chiaro impegno anche per quanti, come noi, scelsero di salire sulla “barca” di Berlusconi in una fase in cui troppi – era la fine del 2005 – si affrettavano ad abbandonarla, convinti di un imminente naufragio.
Ora, come allora, pensiamo che Berlusconi sia il solo leader che può imprimere alla politica italiana una sterzata nel senso dell’innovazione liberale. E su questa traccia – quella liberale, liberista, modernizzatrice – lavoreremo all’interno del Popolo della Libertà, per contribuire alla costruzione dell’agenda di governo e dell’organizzazione politica di quel soggetto unitario che gli elettori hanno consacrato come il primo partito del paese.
Pensiamo che la lettura del risultato elettorale debba registrare e approfondire le ragioni di quanti hanno scelto Berlusconi perché, come noi, ritenevano che fosse il candidato più adatto a cui affidare un ambizioso programma anti-statalista e anti-burocratico, fondato sulla riduzione della pressione fiscale, il federalismo e la sussidiarietà, la riduzione dell’intervento pubblico e della bardatura corporativa della vita civile ed economica, un ambientalismo - finalmente - liberale.
E’ altresì evidente che ampi settori dell’elettorato hanno affidato a Berlusconi una domanda politica diversa, di “protezione” e di “difesa”, comprensibile e legittima in un paese afflitto da due anni di non-governo e colpito, soprattutto in alcuni settori produttivi e in determinate fasce sociali, dagli effetti della globalizzazione economica e dalle mancate scelte del passato. In più, la crisi economica d’oltreoceano, l’aumento del prezzo delle materie prime, la sfida che da Oriente investe le nostre società, la bassa crescita della nostra economia: lo scenario economico mondiale consegna sicuramente al prossimo governo un pesante fardello e scuote l’opinione pubblica, che ha chiesto di essere rassicurata.
Noi pensiamo che anche la domanda di protezione proveniente dall’elettorato possano essere meglio soddisfatte da un governo che accetti la sfida dell’innovazione e dell’apertura e che non abbandoni né rinneghi le “ricette” a cui le coalizioni liberali e moderate – nell’occidente avanzato – hanno conformato i propri programmi di governo.
Fin dal 1994, Berlusconi ha saputo interpretare, meglio di tutti, la “vocazione maggioritaria” – per usare un termine di questa campagna elettorale - cui deve tendere ogni grande partito che ambisce a governare un paese. Attraverso la “secolarizzazione” delle grandi ideologie del passato e il riconoscimento di piena cittadinanza a tutte le posizioni “etiche” e “valoriali”, il Popolo delle Libertà può rappresentare oggi una straordinaria novità politica nel panorama europeo. In un così grande e variegato partito, il compito dei liberali è quello di proporre ed affermare le idee più esposte sulla frontiera della modernizzazione politica, economica e civile.
Al governo del Pdl spetta – noi pensiamo – il compito di proseguire sulla strada che, fin dagli anni Ottanta, ha visto le coalizioni conservatrici impegnate nell’affermazione di politiche di governo fondate sulla libertà, l’individuo, il mercato.

sabato 9 febbraio 2008

Totò ha scuffiato!



Totò sbaglia a schierarsi con i suoi falchi, farebbe meglio a farsi guidare dalle sue colombe. Sono tra chi ha sempre distinto la politica dai rapporti personali. Ho anche avuto sempre la capacità di riconoscere il nemico dall'avversario, sull'amico avvolte ho sbagliato. Non so se Miccichè è amico di Cuffaro, ma certo è stato leale alleato nonostante il ruolo Istituzionale occupato, che comunque, in tale frangente è prevalso, e non sarebbe potuto che essere così. La politica dice che il guerriero si sarebbe dovuto riposare e non mettersi alla testa, sconsideratamente, dei suoi più facinorosi supporter. Sbaglia nemico e diviene inaffidabile nella lotta per la difese della Libertà. I cannoli sono stati indigesti, ma non voglio sparare sull'uomo morto.

venerdì 25 gennaio 2008

Prodismi, Mastellismi e Cuffarismi.

Dall’avvento del convegno sul Berlusconismo sono rinati gli”ismi”. Questi hanno caratterizzato le ideologie del secolo scorso, chiamato a causa loro, il secolo delle idee assassine. Caratterizzano in questo secolo, invece, degli Uomini, o più precisamente il modo di fare politica di alcuni soggetti. Il Berlusconismo è stato il tentativo di storicizzare la cronaca e nulla ha a che vedere con il modo di fare politica di Prodi, Mastella e Cuffaro. Mentre per gli ultimi due ci si riferisce al modo clientelare di gestione del potere, per il primo vale invece un ragionamento diverso. Prodi è uno che nella sua vita non ha mai lavorato, per la verità neanche i primi due. Nato barone universitario, Prodi fa carriera da boiardo di Stato ed approda in Politica come pseudo esperto soprattutto nel ramo cessione e svendita beni ed imprese di Stato. Questa settimana abbiamo visto il fallimento delle loro politiche. Prodi sarà andato nel pallone quando ha capito , sé lo ha capito, come mai non è riuscito a chiudere la quadra avendo a disposizione le centinaia di nomine in scadenza negli enti e società controllate dallo stato. Mastella non si rende conto come mai fatto il micro partito che controlla il territorio, amato dai Ceppalonesi e Beneventani, da Ministro della Giustizia gli mettono agli arresti la moglie perche ha politicamente concusso Bassolino per una nomina di sottogoverno. Cuffaro votato da un milione e mezzo di Siciliani, con un esercito di 300 mila fedelissimi, scampato ad una condanna per mafia con un residuo di sentenza di 5 anni, non si capacita del perché ci si sorprende e succede un rivoluzione solo perché un amico ha voluto fare una cosa graziosa, portando i cannoli per raddolcire il palato dopo tutte le boccate amare. E’ un paradosso visto cosa è successo a Prodi per il quale a fine conta si sono stappate le bottiglie di spumante in Aula. Non cè più mondo avranno pensato i nostri eroi. Il nuovo secolo dei personalismi è già andato, finito. Ha fatto crollare la sgarrupata seconda Repubblica ed i protagonisti del vecchio modo di far politica non se ne rendono conto. Sono in buona compagnia da parte di spezzoni del nuovo. Di Pietro a cui dobbiamo l’opera magna del rinnovamento per via giudiziaria della politica (sic!) in Italia, non si rende conto del fallimento di mani pulite quando parla del caso Mastella e del di lui partito inquisito, non ravvede la necessità di togliere il disturbo e chiedere scusa. La casta oltre ad auto conservarsi assimila i neofiti.

lunedì 21 gennaio 2008

Cuffaro: gli strali delle pulzelle

La nota vicenda della sentenza Cuffaro, mi riporta alla realtà facendomi lasciare per un momento il metamondo. Quello che a prima vista noto è l'immancabile boutade della Saverino contro i "giustizialisti". Per principio sono d'accordo. Non ascolto il dettame del Santo Padre e non ho rispetto per le opinioni dei "giustizialisti", quelle no. Ma ad un'approfondimento mi accorgo che la Saverino ,come sempre, non tira fuori farina del sacco suo e punta al solito obbiettivo: Colpire l'alleato.
Il nostro nostro eroe, vezzo a subir isterismi dalle deputate, sia dell'opposizione che dalla propria coalizione, per non parlare del proprio partito. Ha assunto una posizione consona alla carica che riveste e come spesso capita, ha un seguito maggiore nel popolo che nei quadri politici. Ha fronteggiato gli effetti della sua scelta in pieno isolamento. Ed amareggiato e deluso trova la sua strada verso il superamento dello sconforto-sconcerto. L'isterismo maggiore ce lo riserva sue "eccellenza scontatezza" che fà come colui che per fare un sfregio alla moglie recide i propri gioielli. Nulla di nuovo in città. Festini , polemiche e qualcuno che fà sul serio. Andiamo Avanti.

No è crisi!

Mastella non si smentisce mai. In questo momento di antipolitica montante, con un referendum popolare incombente, la magistratura scalcitrante ebbene in un siffatto quadro quello che ci mancava era una bella crisi al buio, di quella d'altri tempi. Si ve ne ricordate?, quelle crisi che si generavano con una dichiarazione di uno dei segretari di partito della coalizione. In genere essa trovava soluzione in una salita al colle, un giro di consultazione del Presidente della Repubblica una cencelliata attribuzione di ministeri e tutto era risolto. Ogni nove mesi nasceva un governicchio e se eravamo in estate il sor Leone lo faceva diventare balneare. Oggi il povero Mastella pareva un incompreso, i giornalisti li a cercare di capire che volesse dire; fate l'appoggio esterno, no è crisi! se domani non passa la relazione, no è crisi!, non votate la fiducia, allora non mi sono spiegato è crisi!!!
I giornalisti sono andati via dalla conferenza stampa che non hanno capito il senso. Già ormai anche la stampa di una volta non cè più, questa d'oggi è abituata a vedere governi che durano una legislatura , il lessico mastelliano non lo conosco e non lo comprendono. E' Crisi! Saprà il Prode Romano trovare la "formula politica" che faccia rientrare la crisi? troverà nel manuale cencelli la soluzione visto che la leva del ricatto giudiziario è ormai un'arma spuntata? E' crisi! Aprite il sipario, inizia il teatrino, quello bello di una volta.